Nella progettazione dell’urbanistica del futuro ci sono molte sfide che mettono alla prova l’ingegno e l’inventiva delle realtà che lavorano in questo campo. Infatti, già oggigiorno si avverte l’esigenza di vivere in città che siano sempre più innovative e adattate al soddisfacimento dei bisogni dei loro abitanti.

In particolare, il progetto che vi racconteremo si occupa di mobilità cittadina e, nello specifico, di offrire un servizio di “smart parking” per i parcheggi cittadini. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Fernando Falcone e Andrea Buri, soci della startup torinese CityZ, attiva ormai da qualche anno in questo campo in tutto il territorio nazionale.

Ciao Andrea, ciao Fernando, raccontateci qualcosa di voi per chi non vi conosce.

Fernando: Ciao a tutti! Io sono Fernando Falcone, CTO di CityZ, sono pugliese e mi sono trasferito a Torino per gli studi universitari, periodo durante il quale ho conosciuto Andrea e abbiamo iniziato a lavorare sul progetto di CityZ. Ho studiato Informatica, con specializzazione in Intelligenza Artificiale, successivamente ho lavorato per circa 3 anni in una società di consulenza e ora mi dedico full time a questa startup, di cui sono cofondatore.

Andrea: Ciao io sono Andrea Buri, l’altro cofondatore di CityZ, e sono laureato in Fisica e mi occupo di gestire la parte amministrativa dell’azienda. La startup è formata da sei soci in totale: ci sono altri due ragazzi (Alessandro e Donato) che si occupano rispettivamente di marketing e produzione, poi c’è Federico, anche lui laureato in Intelligenza Artificiale, che si occupa della parte informatica, e Igor, laureato in Psicologia del Lavoro, che segue le Risorse Umane. CityZ si occupa di “smart parking”, ovvero creiamo un sistema che risolve i problemi che affliggono questo ambito.

Come vi siete conosciuti e quali sono state le motivazioni che vi hanno spinto a dedicarvi a creare nuove soluzioni di smart parking?

Andrea: L’idea primordiale è nata ai tempi del liceo, quando da neopatentato ho iniziato a pormi il problema di trovare parcheggio in una grande città come Torino e ho riscontrato molte difficoltà nel gestire questa casistica. L’idea era molto abbozzata, ma già a un contest liceale e alla maturità come tesina, ho iniziato a esporre questo mio progetto. All’università, invece, grazie a un gruppo nato anche in modo un po’ casuale e per conoscenze, sono riuscito a concretizzarla. Abbiamo sin dagli inizi cercato una grande eterogeneità nelle competenze di ciascuno dei soci, in modo da compensare la nostra inesperienza con la maggiore varietà di campi di applicazione possibili.

Qual è stata l’evoluzione di CityZ dagli inizi ad oggi?

Fernando: Partiamo dall’osservazione che noi il problema dello smart parking lo abbiamo sempre individuato e ci siamo sin da subito posti l’interrogativo di come risolverlo. Io stesso, appena arrivato a Torino, mi sono reso conto che i tempi di ricerca del parcheggio erano molto lunghi ed estenuanti. L’idea originaria era quella di sviluppare un’applicazione che potesse aiutare gli automobilisti a trovare un parcheggio libero nelle loro vicinanze: gli utenti cercavano un parcheggio libero in zona e l’app li guidava verso il posto libero più vicino, il cui stato era monitorato del nostro sensore installato sull’asfalto. Successivamente ci siamo resi conto che lo sviluppo di questa applicazione sarebbe stato molto dispendioso lato marketing, avremmo già dovuto installare molti sensori attivi e avremmo avuto molti grandi competitors, soprattutto dal lato della navigazione.

Negli ultimi anni il mondo del lavoro è molto cambiato. Hai anche tu sperimentato questi cambiamenti?

Sicuramente i cambiamenti apportati dalla diffusione su larga scala dello smart working hanno portato benefici, ma, come in tutte le cose, sono sorte anche delle nuove problematiche da affrontare. Lato mio sicuramente è stata introdotta una gestione diversa del proprio tempo e della propria vita lavorativa, svolgendo sempre al 100% il proprio lavoro, ma in un ambiente più confortevole e potendo gestire in modo più autonomo le proprie ore lavorative. Ci sono, però, anche degli aspetti negativi da considerare: si è perso il contatto con la realtà e soprattutto le persone più introverse non sono aiutate da questa modalità, poiché il mestiere di consulente, per la sua stessa natura, è fatto per un buon 50% da relazioni interpersonali coi colleghi e con i clienti che dietro a un monitor sono difficili da stabilire.

Abbiamo quindi deciso di fornire un alto tipo di servizio: forniamo lato hardware il monitoraggio del posto auto tramite i nostri sensori brevettati, collezioniamo le informazioni raccolte e le andiamo a mettere a disposizione per app terze di navigazione già esistenti e rodate. In questo modo, vorremmo diventare partner di Google, così da poter integrare le nostre applicazioni in questi grandi servizi già esistenti sul mercato.

Quale servizio offrite?

Fernando: Noi ci siamo concentrati sullo sviluppo dell’hardware e abbiamo brevettato un sensore che misura la presenza o meno di un’auto su uno stallo. Esso non utilizza radar, laser o GPS, ma si serve di un campo elettromagnetico attivo e ne misura le variazioni generate dalla presenza di un veicolo sullo stallo, al fine di segnalare tramite il protocollo di comunicazione LoRaWan lo stato dello stallo. Questo sistema di comunicazione è a basso consumo energetico ed evitare di dover carotare l’asfalto tramite interventi invasivi per la sua installazione, ma ci permette di poter applicare facilmente il sensore, incollandolo direttamente sull’asfalto. Inoltre, il sistema LoRaWan può essere semplicemente alimentato a batteria, senza bisogno di interventi invasivi. Infine, oltre all’installazione del sensore, offriamo ai nostri clienti un servizio completo che comprende anche la formazione del personale che utilizzerà il prodotto. Come si può notare, questo sistema garantisce un alto livello di versatilità, potendo adattarsi alle più disparate esigenze dei nostri clienti, interfacciandosi e integrandosi ai loro sistemi.

Quali sono i punti di forza del vostro servizio?

Fernando: Allora, sicuramente l’alta versatilità. Inoltre, la bassa invasività del nostro prodotto: infatti, come detto prima, non necessita di carotaggi per poter essere installato, di conseguenza non comporta la necessità di realizzare cantieri o di richiedere autorizzazioni. Il suo funzionamento è a batteria, la quale garantisce un’autonomia che va dai 3 ai 5 anni. Infine, noi non ci occupiamo solo della vendita del sensore, ma offriamo un servizio completo a 360 gradi, seguendo passo per passo il cliente in tutte le fasi di utilizzo.

A livello di promozione e vendita verso che tipo di realtà siete orientati?

Andrea: il nostro cambiamento del modello di business, abbandonando il progetto della realizzazione dell’app, ha comportato anche il cambiamento del target di utenti finali. Infatti, siamo passati dal realizzare una app per le persone a produrre un servizio destinato alle aziende: attualmente i nostri clienti sono aziende che si occupano di mobilità a 360 gradi, dalla mobilità elettrica a quella urbana, e realtà pubbliche, come i Comuni. In questo modo, riusciamo a dialogare con un unico ente, che poi trasferirà il servizio finale nei confronti dei singoli utenti privati.

Come vi immaginate la città del futuro?

Fernando: Con questo sistema andiamo a ottimizzare la logistica all’interno delle città. Sicuramente servirà anche una riduzione significativa del numero di macchine e occorrerà incentivare mezzi di mobilità alternativa, come metro, tram o bici. È comunque inverosimile una scomparsa totale delle macchine nelle nostre città e, dunque, occorrerà ottimizzare gli spazi già esistenti, anche sfruttando gli spazi che ad oggi sono abbandonati e inutilizzati.

Andrea: Secondo me l’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo fondamentale nella città del futuro. Dunque, la qualità del dato sarà molto importante e serviranno molti sensori per regolare e controllare gli aspetti gestionali e affidarli alle valutazioni degli organi amministrativi. La parte sensoristica avrà un ruolo fondamentale.

Nel 2023 siete stati inseriti dalla rivista Forbes fra le migliori realtà innovative italiane Under30. Come avete vissuto questo momento? E quali sono i vostri obiettivi futuri?

Andrea: Da Under30 è molto difficile emergere, poiché ci si deve confrontare con realtà storiche consolidate, che sono molti anni che sono sul mercato. Premi di questo tipo aumentano la nostra credibilità e costituiscono una grande aggiunta, soprattutto in termini di visibilità per i nostri potenziali clienti. Il mondo delle startup non è facile e questi avvenimenti rafforzano in noi la nostra determinazione. Il nostro vero obiettivo futuro in termini di validazione rimane comunque il feedback dei clienti finali.

Fernando: All’interno della vista della startup ci sono molti alti e bassi, questi riconoscimenti ci hanno aiutato nei momenti di difficoltà.

Il vostro prodotto può essere applicato solo a grandi realtà cittadine come la città di Torino oppure anche in contesti più piccoli?

Andrea: Il nostro sistema ha un’enorme adattabilità: può essere configurato per essere utilizzato in realtà metropolitane, così come in piccoli comuni. Ovviamente dispiega maggiormente la sua utilità in contesti con molte persone, dove il problema dei parcheggi è amplificato. Tuttavia, anche realtà più piccole possono necessitare di questo servizio, soprattutto località turistiche di mare o montagna che, in alcuni periodi dell’anno, assistono a un notevole incremento dell’utenza.

Qual è il legame fra Torino e la vostra startup?

Andrea: La città di Torino ci accomuna in quanto siamo tutti e sei nati a Torino, eccetto Fernando. Inoltre, la sua realtà universitaria è stata molto importante per la nostra formazione tecnica e per averci permesso di conoscerci e di sviluppare i primi progetti di CityZ. Infine, ci piacerebbe collaborare con il Comune di Torino per poter introdurre anche lì il nostro servizio.

A chi si vuole avvicinare alla vostra realtà, sia come cliente sia come collaboratore, quali consigli volete dare?

Fernando: Allora, da un punto di vista tecnico, siamo alla ricerca di qualcuno che abbia delle competenze elettroniche, soprattutto nel campo delle telecomunicazioni, con protocolli come LoRaWAN. Per lavorare nella nostra startup serve essere una persona intraprendente e che abbia voglia di mettersi in gioco, anche se tecnicamente non completa. Servono persone proattive che ci aiutino a individuare i problemi che noi non riusciamo a vedere.

Andrea: Per chi vuole avvicinarsi come cliente, noi siamo sempre aperti a tutte le realtà che potrebbero essere interessate a usufruire dei nostri prodotti, indipendentemente dal loro settore. Ci potete trovare su LinkedIn, sul nostro sito web oppure potete scrivere alla nostra mail info@cityz.it.

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