Smart City e IoT: Harvard ha scelto Torino come modello di laboratorio urbano

Lo scorso giovedì 27 si è svolto il primo appuntamento online di “Smart Cities”, organizzato dall’Harvard Alumni Entrepreneurs – HAE (organizzazione internazionale di alumni di Harvard, distribuiti in 75 paesi, con focus su imprenditorialità e innovazione). Torino è stata la prima tappa di un percorso che farà il giro del mondo.

Il tema è stato la trasformazione delle smart city e il ruolo che le comunità di innovatori locali hanno nel cambiamento. L’organizzazione ha dimostrato il suo interesse per le recenti sperimentazioni sviluppate dal Torino City Lab e una futura collaborazione in ambito smart mobility.

Marco Pironti, Assessore all’innovazione, ha dichiarato che è un grande onore collaborare con Harvard Alumni Entrepreneurs e poter immaginare con il gruppo di lavoro smart city dell’università statunitense una traiettoria di innovazione tra Torino e uno degli epicentri mondiali del sapere. “Mi auguro che questo evento sia l’inizio di un prestigioso nuovo asse dell’innovazione internazionale che vede Torino proiettata come città intelligente e nodo dell’innovazione globale. Sono fiero che il nostro modello di smart mobility integrata, che abbraccia la smart road, la mobilità aerea urbana e la mobilità spaziale, sia stato individuato dal network internazionale di alumni di Harvard come esempio particolarmente innovativo e significativo per lo sviluppo futuro delle città”.

Ma cosa si intende per smart cities?

Smart city: sensori e analisi dei dati per la vita in città

Definite da Carlo Ratti, Architetto del MIT di Boston, Sense-able City, città in grado di sentire – cioè in grado di monitorare e gestire i tanti aspetti della vita in un centro urbano – le smart city utilizzano le risorse in maniera intelligente, per diventare sempre più sostenibili ed energeticamente autosufficienti.

Tra le principali caratteristiche di queste città troviamo elevata connettività tra elementi, auto a guida (semi) autonoma, semafori intelligenti e scambio di informazioni tramite Internet of things, ma anche ampi spazi verdi, traffico fluido e mobilità sostenibile (bike sharing, car sharing, auto ibride ed elettriche).

Raccogliere dati per migliorare la vita dei cittadini

I sensori disseminati sul territorio e connessi tramite IoT permettono di raccogliere una grande quantità di dati in tempo reale, favorendo una gestione sempre più efficiente della città: dalle rilevazioni della qualità dell’aria, al monitoraggio del traffico tramite i sistemi di videosorveglianza integrati a tecnologie machine learning per poter leggere e analizzare targhe e flussi veicolari.

L’obiettivo finale di una città smart è migliorare la vita dei cittadini e di chi si trova a vivere e muoversi sul territorio: molte ricerche hanno dimostrato i benefici che le smart cities apportano nella vita delle persone (aumento dei livelli di salute, riduzione dell’inquinamento, maggiori possibilità di lavoro e anche un ritorno in termini di guadagno finanziario). Si prevede che i ricavi globali previsti per le tecnologie, i prodotti e i servizi delle città intelligenti raggiungeranno i 129 miliardi di dollari nel 2021.

La classifica di ICity Rank 2020 vede 10 città con livello di digitalizzazione molto avanzato (Firenze, Bologna, Milano, Roma, Modena, Bergamo, Torino, Trento, Cagliari e Venezia) seguita da altre 15 di livello avanzato e 23 a livello discreto.

Il ranking viene calcolato tramite l’indice di trasformazione digitale, una media aritmetica degli otto parametri analizzati:

  • accessibilità online dei servizi pubblici,
  • disponibilità di app di pubblica utilità,
  • adozione delle piattaforme digitali,
  • utilizzo dei social media,
  • rilascio degli open data,
  • trasparenza,
  • implementazione di reti wifi pubbliche e tecnologie di rete intelligenti.
Overace-news-smartcity-ICity rank 2020

Oggi la digitalizzazione delle attività amministrative e i rapporti con i cittadini stanno migliorando, ma la diffusione della cultura digitale è ancora lenta. Bisognerà concentrarsi su modelli di responsive and adaptive cities, che raccolgono e utilizzano al meglio tutte le informazioni, coinvolgendo tutti gli attori disponibili.

Questo è il percorso che ha intrapreso Torino, e che grazie alla nuova collaborazione la porterà a essere sempre più polo innovativo globale e città intelligente.

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